Condivisione online di contenuti sui figli: cosa dice il Garante Privacy.

Alcuni mesi fa ho trattato il tema della pubblicazione delle immagini dei figli sui social sotto il profilo della legittimità e del necessario consenso dei genitori (trovi l’articolo qui). Ci sono però altri aspetti da considerare: non solo i rischi della rete (pedopornografia, comportamenti ritorsivi, adescamento ecc.), ma anche l’immagine e la reputazione dei minori.

Il fenomeno della condivisione online ripetuta da parte dei genitori di contenuti riguardanti i propri figli prende il nome di “sharenting” (da “share” -condividere- e “parenting” -genitorialità-)
A prescindere della sua legittimità, la pubblicazione di immagini/video ecc., con la conseguente esposizione (praticamente indelebile) in rete può avere serie conseguenze. Senza voler qui affrontare i problemi e i rischi più gravi, noti a tutti, bisogna pensare che, banalmente, alcuni contenuti potrebbero imbarazzare i minori una volta più grandi o screditare la loro reputazione.

L’immagine sociale e la reputazione, infatti, si formano anche attraverso i social e, mentre l’adulto può, in linea di massima, stabilire cosa rendere pubblico di sé, cosa ritiene simpatico, buffo, interessante e comunque corrispondente all’immagine che intende mostrare, i minori non hanno questa possibilità e sono “nelle mani” di noi adulti. Da grandi, dunque, potrebbero ritrovare in rete contenuti che non gradiscono, ma che comunque sono online nella disponibilità di chiunque.

Su questo tema, dunque, il Garante Privacy è intervenuto richiamando l’attenzione degli adulti sulle possibili conseguenze della condivisione, ricordandoci che “postare foto e video della vita dei minori, magari accompagnati da informazioni come l'indicazione del nome, l'età o il luogo in cui è stato ripreso, contribuisce a definire l’immagine e la reputazione online”.
Per questa ragione, suggerisce alcune accortezze da utilizzare, nel caso in cui decidessimo di pubblicare immagini sui social e che potete trovare sul sito del garante:

  • ​“rendere irriconoscibile il viso del minore (ad esempio, utilizzando programmi di grafica per "pixellare" i volti, disponibili anche gratuitamente online);
  • coprire semplicemente i volti con una “faccina” emoticon;
  • limitare le impostazioni di visibilità delle immagini sui social network solo alle persone che si conoscono o che sono affidabili e non condividono senza consenso nel caso di invio su programma di messagistica istantanea;
  • evitare la creazione di un account social dedicato al minore;
  • leggere e comprendere le informative sulla privacy dei social network su cui carichiamo fotografie, video, etc.

Ricordo che il Garante, nel febbraio 2021, ha pubblicato un vademecum con “Consigli ai «GRANDI» per un utilizzo sicuro da parte dei «PICCOLI» che potete trovare qui.