La rivalutazione degli assegni di mantenimento


I contributi per il mantenimento dei figli e/o del coniuge stabiliti dal Giudice o in accordo tra le parti vanno aggiornati annualmente, al fine di mantenere adeguato il loro potere di acquisto al costo medio della vita.

Cos’è e come si calcola.

La rivalutazione istat è un meccanismo di adeguamento automatico e annuale all’aumento o diminuzione del costo medio della vita.

È dovuto per legge, indipendentemente dalle previsioni previste nei provvedimenti di separazione o divorzio o comunque relative al mantenimento dei figli: se nel vostro provvedimento o accordo non è specificato, dovrete comunque aggiornare l’importo dovuto.

Per calcolare annualmente la rivalutazione dell’assegno di mantenimento, si deve fare riferimento all’ indice di variazione FOI (l’indice dei prezzi delle famiglie di operai e impiegati, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale il mese successivo a quello a cui si riferisce) e applicarlo all’importo mensile stabilito.

L’importo così ottenuto costituirà il nuovo valore del contributo, che diventerà la base di calcolo per l’adeguamento dell’anno successivo. La rivalutazione va calcolata dalla data indicata nel provvedimento.

Ad esempio, se la decorrenza dell’assegno è il 15 dicembre 2022, la rivalutazione andrà calcolata al 15 dicembre 2023, con l’indice disponibile a quella data.

Per calcolarlo è sufficiente consultare il sito ISTAT dove troverete la tabella con la variazione. Sul sito è presente anche il calcolatore, nel quale basterà inserire importo e decorrenza per avere il nuovo valore.

E se non abbiamo mai rivalutato?

Capita molto spesso che le parti non adeguino il contributo: è possibile richiedere gli arretrati fino a 5 anni. Dopo tale termine, il diritto si prescrive.

Attenzione: per calcolare gli arretrati, dovrete calcolare anno per anno, prendendo di volta in volta come riferimento l’importo aggiornato rispetto all’anno precedente.