Il piano genitoriale previsto dalla riforma Cartabia.

Una delle novità introdotte dalla riforma Cartabia in materia di procedimenti che riguardino minori, è il c.d. “piano genitoriale”.

Vediamo insieme di cosa si tratta.

Il nuovo art. 473 bis.12, al comma 4, dispone che “nei procedimenti relativi a minori, al ricorso è allegato un piano genitoriale che indica gli impegni e le attività quotidiane dei figli relative alla scuola, al percorso educativo, alle attività extrascolastiche, alle frequentazioni abituali e alle vacanze abitualmente godute”.

  • Cos’è?

Secondo la Relazione Illustrativa al Decreto-legge, il piano genitoriale “consiste nell’illustrazione, secondo la reciproca prospettazione dei genitori, degli elementi principali, che la norma espressamente individua, del progetto educativo e di accudimento del minore. Si tratta di utili informazioni che permettono al giudice, investito del procedimento, di individuare e dettagliare all’interno dei provvedimenti che egli è chiamato ad assumere, le indicazioni più opportune nell’interesse del minore, costruite “su misura” rispetto alla situazione di vita pregressa e alle sue abitudini consolidate.”

I genitori, dunque, dovranno allegare le informazioni relative alle abitudini dei figli e quindi, ad esempio: orari scolastici, attività sportive o ludiche, corsi musicali, teatrali o artistici, frequentazione del catechismo, ecc.. Sarà utile indicare anche chi normalmente si occupa della loro routine (chi li ritira a scuola o li porta alle attività e chi si occupa di loro al di fuori dell’orario scolastico). Riguardo alle vacanze, sarà necessario indicare che tipologia di vacanza normalmente goduta dal minore (ad esempio, il periodo, vacanze studio, viaggi all’estero, in hotel o in appartamento, ecc.).

  • Perché?

Tutte queste informazioni servono a consentire al Giudice  una panoramica a 360 gradi sulla vita del minore e l’organizzazione familiare, senza limitarsi al semplice collocamento prevalente e all’indicazione dei giorni che il minore trascorre con ciascun genitore. Questo dovrebbe permettere di stabilire condizioni “su misura”, adatte a quella specifica famiglia. Inoltre, può essere uno strumento utile a consentire una partecipazione equilibrata dei genitori alla vita del figlio e a ripartire il più possibile gli impegni di accudimento.

In verità, alcuni Tribunali (tra i quali quello di Milano) già richiedevano informazioni di questo tipo, proprio per permettere al tribunale di assumere decisioni adeguate e che avessero il minore al centro.

  • E se non c’è accordo o uno dei due non lo rispetta?

In caso di discordanza del piano genitoriale, il Giudice proporrà un proprio piano, tenendo conto di quello allegato dai genitori e, nel caso in cui la proposta sia accettata, ma non sia successivamente rispettata, il Giudice potrà sanzionare il genitore inadempiente.

  • Come si prepara?

Non esiste uno schema o un modello prestabilito, anche se cominciano ad essere elaborati dai tribunali o da alcune associazioni alcuni modelli (ad esempio, il Tribunale di Civitavecchia ha già pubblicato un modello, che puoi trovare qui e qui)

Ciascuna famiglia dovrà predisporre il proprio piano nel modo più chiaro e preciso possibile, anche se non è da escludere che, con il tempo, verranno introdotte prassi o modelli che costituiranno una guida contenenti le impostazioni e le informazioni che il Tribunale ritiene utili.